Comitato referendario in campo per il Burc
Scritto da Claudio Labate di CALABRIAORA
giovedì 01 marzo 2007
Ieri splendeva il sole a Reggio. Una coincidenza che, nella sostanza, rappresenta un buon auspicio per tutti coloro che vorrebbero un raggio di sole illuminante sulla grigia stagione della massima assemblea calabrese.
Grigiore che diventa buio pesto allorquando si pronuncia la parola Burc. Vuoi perché la parolina magica richiama alla mente certi stili oscurantisti mediorientali, vuoi perché la trasparenza così tanto invocata a destra e a manca, viene meno proprio in una Regione martoriata dal malaffare, l’iniziativa portata avanti dal comitato referendario per l’abrogazione del comma 4, dell’art. 29 della legge regionale n.7 del 21/8/2006, assume una rilevanza particolare.
LA MATERIA DEL CONTENDERE Ieri mattina i dieci volenterosi firmatari del comitato referendario sono giunti a Palazzo Campanella con una speranza nel cuore: che non si debba fare ricorso al referendum abrogativo per ristabilire che “Le delibere della Giunta regionale, i provvedimenti amministrativi dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, del Presidente della Giunta regionale, e comunque tutti gli atti che comportino oneri a carico del bilancio regionale, devono indicare la relativa copertura finanziaria e vengono pubblicati sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria entro il quindicesimo giorno successivo a quello della loro emanazione”. E sì, perché il comma 4 di cui sopra, in pratica, abroga il comma 2 dell’art. 32 della legge regionale 26 giugno 2003, che per l’appunto garantiva la trasparenza sugli atti regionali. Si tratta della prima richiesta referendaria abrogativa, in ambito calabrese, che ha la sua ragione d’essere grazie al Nuovo statuto della Regione Calabria, che contempla la possibilità di indire un referendum popolare per l’abrogazione totale o parziale di una legge.
Ieri mattina il quesito è stato consegnato alla segreteria dell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale che ha chiesto almeno una settimana di tempo per vagliarne l’ammissibilità. Se arriverà l’ok, il comitato comincerà la raccolta delle cinquantamila firme occorrenti per rendere valida l’iniziativa referendaria. A meno che, per dirla con il comitato, «non ci sia nel frattempo un ravvedimento del Consiglio».
ADESIONE TRASVERSALE Il comitato referendario ha affidato a dieci firmatari il compito di recarsi in riva allo Stretto per la presentazione del quesito: Vincenzo Capellupo (Ulixes); Antonio Palermo (Bella ciao); Mario Congiusta (Fondazione Gianluca Congiusta); Francesco Garofano (Centro Studi “Giuseppe Lazzati”); Silvio Gambino, preside della facoltà di Scienze politiche dell’Unical; Antonino Spadaro e Carmela Salazar, docenti dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria; Sergio Genco, (segreteria regionale Cgil); Domenico Zannino, (segreteria regionale Cisl); Teodoro Tauro, (segreteria regionale Uil).
Ognuno di loro rappresenta un pezzo della società civile. Silvio Gambino in particolare ci tiene a sottolineare che l’iniziativa non deve essere assolutamente etichetettata come «un atto rivoluzionario».
Ricostruisce la vicenda con minuzia, rende merito a CO di essere «il primo giornale libero ad aver offerto un’ananlisi specifica sulla materia», e riconosce al’associazione Ulixes di «aver avuto il coraggio civile di ricevere il testimone» e chiarisce: «la legge attuale garantisce i dati sensibili dei singoli, ma non si può accettare che alcuni atti, che prevedono un impegno di spesa, non abbiano più pubblicità». Insieme ai dieci firmatari auspica che non ci sia bisogno del referendum abrogativo ricordando che «esiste anche una proposta di legge firmata da Salvatore Magarò che nei contenuti è simile alla nostra richiesta». Tuttavia la voglia di partecipazione sembra aver già contagiato ampi settori della società civile, diventando trasversalismo con l’adesione di alcuni parlamentari calabresi, da Fernando Pignataro a Nuccio Iovene, da Angela Napoli a Franco Laratta, da Mario Tassone a Giancarlo Pittelli.
Esiste già un casella di posta ( referendumcalabria@yahoo.it) per continuare ad aderire all’iniziativa.
Bene, auguriamoci quindi che la proposta venga accolta e ammesa la racclta delle firme perchè non so quanto ci sia da sperare in un "ravvedimento del Consiglio". O la massima assemblea democratica della Regione si sente intimidita dalla possibilità di un pronunciamento popolare? E quante possibiltà ci sono che il comitato possa vedersi favorevolmente accolta la richiesta del referendum?
ad ora la partenza del referendum è una certezza. tutto è stato fatto alla perfezione ( fondamentale il prof. Gambino). per il resto se il governo regionale avrà l'abilità politica di ripristinare la situazione precedente si sarà arrivati allo scopo prefissato tramite altra via. rivogliamo la pubblicazione del burc, simbolo della trasparenza politica e amministrativa. vogliamo cambiare la calabria.
si c'è il precedente del quesito consegnato da an che ci offre la ragionevole certezza che l'ammissibilità non sarà un problema. e' evidente che dobbiamo guardare ad un solo obiettivo: aggregare ampia società civile e soprattutto quella sana. quella che sa combattere per sola ed unica ragione di principio e di aspirazione ad un positivo cambiamento.....
50.000 firme e poi quorum. fino ad allora entusiasmo, grinta, forza.
Da quel che è emerso mercoledì a Reggio Calabria, per l'ammissibilità non ci dovrebbbero essere problemi, visto il precedente quesito di an, come ricordava salvatore. Ora arriva il difficile e la macchina organizzativa deve partire, anche perchè i tempi stringono inesorabilimente.
Un grande passo per Ulixes, in prima fila in una battaglia importante nel nome della trasparenza ed è stato gratificante mercoledì avvertire le attenzioni, la stima e la fiducia di numerosi ed illustri personalità presenti.
Che dire?!?! Avanti.
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