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CALABRIA: SCANDALO SANITA' tratto DA IL QUOTIDIANO

 
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Autore Messaggio
vincenzo
Marinaio
Marinaio


Registrato: May 05, 2006
Messaggi: 199

MessaggioInviato: 03-10-2006 21:04    Oggetto: CALABRIA: SCANDALO SANITA' tratto DA IL QUOTIDIANO Rispondi citando

DA IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA


Gianni Nucera (Udc) denuncia "forzature" della Regione per le nomine dei direttori generali
Cinque manager senza i titoli?
E nelle Asl: «Il 90% dei vertici risulta inadeguato al compito»


«Ci sono almeno cinque direttori generali che esercitano la funzione senza averne i requisiti e, per quanto mi risulta, altri tre o quattro siedono ai vertici delle Asl e degli ospedali calabresi grazie ad una interpretazione molto blanda dei curricula presentati a suo tempo. Di certo il 90% dei Dg non ha alcuna esperienza nella gestione della sanità pubblica». Gianni Nucera, capogruppo regionale dell'Udc, ha sulla scrivania una cartellina bianca. Sulla copertina campeggia la scritta "sanità regione".
Un incartamento nel quale, oltre il curriculum di ognuno dei manager, è contenuto il bando di gara a suo tempo pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Calabria e i riferimenti di legge nazionali e locali che regolano la materia.
In più una relazione informale di "alcuni esperti" contattati da Nucera, ai quali sono stati sottoposti i titoli che gli allora aspiranti direttori generali hanno fornito all'assessorato regionale alla sanità.
Una quindicina in tutto, su quali vengono espresse delle valutazioni del tipo "Si", "No", oppure degli evidenti punti interrogativi "?".
Onorevole Nucera, ci va pesante.
«No, mi creda, si tratta di valutazioni oggettive».
Come fa a dire che tanti dg occupano i vertici delle aziende sanitarie senza averne i titoli?
«Non lo dico io lo dicono i curricula e, più in generale, la documentazione in mio possesso».
Parliamo di questi documenti.
«Intanto partiamo da un presupposto: il bando pubblico della regione prevede parametri precisi, sul Burc è addirittura apparso un modello prestampato che indicava la maniera con la quale il curriculum andava compilato. Bene il 90% dei dg ha presentato la propria documentazione in maniera difforme rispetto a quanto richiesto. In altre circostanze questa sarebbe stata ragione di esclusione».
E' un fatto formale, non sembra particolarmente grave.
«Forse. Io dico che in una situazione come quella della Calabria sarebbe bene seguire le regole in maniera puntuale e ciò non è avvenuto. Ma non è solo questo».
Cos'altro c'è?
«Ho letto, e fatto leggere ad alcuni esperti, i curricula dei nostri manager. Bene si tratta sicuramente di professionisti che hanno titoli importanti, consulenze, partecipazioni a consigli di amministrazione, addirittura presidenze di società pubbliche e private, senza dimenticare lunghe carriere universitarie, ma che c'entra questo con il ruolo dirigenziale?».
Cosa c'entra secondo lei?
«Nulla, assolutamente nulla. La legge stabilisce che i dg devono aver maturato per almeno un quinquennio esperienza di direzione tecnica o amministrativa in enti, aziende, strutture pubbliche o private in posizione dirigenziale con autonomia gestionale e diretta responsabilità delle risorse umane, tecniche o finanziarie, svolta nei dieci anni precedenti alla nomina. Ma in Calabria, evidentemente questo non sempre vale visto che alcune presidenze sono equiparate al ruolo di manager».
Quanti casi di questo genere ha riscontrato?
«Guardi si tratta di almeno 5 o 6 casi evidenti, per altri 4 o 5 manager si è applicata una sorta di interpretazione blanda della norma. Diciamo che sono state fatte quantomeno delle forzature. Il tutto condito dal fatto che, alla luce dei risultati il gioco non è valso neppure la candela».
In che senso?
«Nel senso che le forzature evidenti per nominare alcuni manager escludendone altri non hanno prodotto risultati positivi. E' un fatto che in molte Asl sia cresciuta la spesa, che i costi per i farmaci facciano segnare un +20% regionale, che i servizi non hanno fatto registrare sostanziali miglioramenti per gli utenti, che la sanità privata e convenzionata sia sul piede di guerra. C'è secondo me un errore di fondo nelle scelte della giunta Loiero».
Quale errore?
«I manager, anche quelli che formalmente hanno i titoli per gestire le Asl sono inadeguati per il semplice fatto che la stragrande maggioranza di essi non ha esperienza in un settore di per se delicato come quello sanitario. E si badi bene che questo non riguarda solo i dg, ma più in generale anche i direttori amministrativi e quelli sanitari».
Anche loro?
«Per molti di loro, e mi creda molti, vale quanto detto per i manager».
Insomma così la sanità non riparte?
«Credo proprio di no. E anche quanti sarebbero disponibili a collaborare, ad esempio dall'opposizione, si devono scontrare con barriere insormontabili e una inadeguatezza di fondo».
Questa, al di la dei curricula, è una sua opinione?
«No. È un fatto oggettivo. Prenda il Caso dell'Asl 11 di Reggio. Al di là della mancanza di requisiti, come dimostra la vicenda pugliese, dove la nostra manager è stata esclusa per ricoprire lo stesso ruolo che invece ricopre in Calabria, va registrato che tutti gli atti principali della direzione generale sono stati censurati dal Tar e dal tribunale del lavoro. Ora, assunto che questi organismi non sono di una parte politica o dell'altra, dobbiamo dare per buono che i vertici dell'azienda sanitaria abbiano semplicemente operato male, anzi malissimo. E anche questo è un fatto. Secondo lei dove sta andando la sanità calabrese?»
Me lo dica lei.
«Indietro, molto indietro. Per questo siamo preoccupati».
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