La campagna promossa dal
Quotidiano della Calabria ha portato alla ribalta un illustre calabrese, Saverio Strati, scrittore, che oggi versa in condizioni di grave indigenza, e per lui ha proposto al Governo la concessione di un vitalizio attraverso l'applicazione della cosiddetta
Legge Bacchelli destinata a quei cittadini che si sono distinti nel mondo della cultura, dello sport, dell'arte, dello spettacolo, ma che versano in condizioni di povertà.
Riconoscere un aiuto di questo tipo ad una personalità così importante nel panorama letterario italiano è un dovere da parte delle autorità, e non stupiscono l'attenzione e gli interventi tempestivi a favore del provvedimento da parte di numerose amministrazioni provinciali e comunali della nostra Regione.
L'Associazione Ulixes si unisce al coro dei favorevoli alla proposta, e i motivi dell'adesione sono facili da intuire. Uno scrittore come Strati è un patrimonio che bisogna salvaguardare e cui bisogna rendere il giusto merito per la sua attività di narratore di realtà spesso scomode, che ha saputo disegnare attraverso la parola narrata la storia della nostra terra, della nostra gente, dell'Italia.
Saverio Strati ha rappresentato la voce della Calabria in viaggio, della Calabria lontana dalla sua terra, della Calabria sfruttata. I volti dei protagonisti dei suo romanzi sono stati plasmati su quelli della sua gente, e della sua gente hanno le espressioni sconfitte, sagge, mai dome. Lo scrittore ha raccontato una terra che conosceva bene e situazioni di disperazione di cui lui stesso era stato il primo testimone.
L'uomo di Strati lotta e viaggia, e lo scrittore lo accompagna con voce solidale, pietosa e tenera in un cammino di rivincita sociale che non sembra riservato a chi viene dalla miseria e non sa essere ascoltato, tantomeno aiutato da uno Stato nazionale incapace di agire e da una classe dirigente buona solo a farsi speculatrice politica ed economica.
La sua voce è voce di denuncia, è voce che incarna la sete di rivincita degli umili, degli oppressi, di chi ha da sempre vissuto sotto il giogo soffocante dello straniero, dell'ingiustizia, della superstizione. La sua voce è quella della sua gente, di chi è stato costretto ad emigrare, di chi è rimasto e ha fatto i conti con una realtà arretrata, spesso violenta e tutt'altro che idilliaca, di chi ha voglia di riscattarsi.
Strati ha scritto una pagina fondamentale della storia della nostra regione, ha saputo plasmare il lavoro artistico per metterlo al servizio della prassi storica, per arrivare laddove la storiografia ufficiale non si era ancora avventurata e portare alla ribalta nazionale una Calabria misera, sfortunata, oppressa, che si andava svuotando.
"Leggere e scrivere era per me vivere". In queste parole dello scrittore, tratte da una lettera inviata al
Quotidiano della Calabria, è racchiusa la chiave dell'esistenza di un uomo, un narratore, che ha saputo intrecciare realtà e fantasia, storia e poesia, regalandoci un osservatorio privilegiato sulla Calabria e chi ne è figlio.
Concedergli i benefici della
Legge Bacchelli è un giusto tributo alla sua opera, ma non può bastare: occorre soprattutto far conoscere la letteratura calabrese nelle scuole superiori, cercare di ritagliare per questa parte della produzione letteraria nazionale spazi di lettura e riflessione che permettano ai più giovani di confrontarsi con un passato che ci appartiene e con un presente con cui facciamo i conti quotidianamente.
La narrativa calabrese fa parte del nostro patrimonio storico e culturale, e in quanto tale va fatta conoscere e tutelata, elaborando un progetto di studio che non nasca e muoia sull'onda di qualche evento, o sia condiviso da poche realtà scolastiche sul territorio: c'è bisogno di un lavoro costante, duraturo e quanto più possibile diffuso nella regione, perché i ragazzi possano conoscere e amare una terra che è la loro, ma che diventa storia e poesia quando è raccontata da chi della parola ha saputo fare un'arte.