RUBRICHE

 
Lettere dal Confine di Salvatore Scalzo

Certamente un confine geografico ma non solo quello! Anzi alle volte i confini si moltiplicano all’interno di medesime aree fino a diventare mura di un labirinto inestricabile che ti separano dagli altri e dal mondo. Non servono distanze fisiche a parlare di confini! I confini esistono tra te e tutto ciò che non capisci. Siamo bimbi feriti e inermi dinanzi allo schiaffo irrazionale, tirato per dovere o per stanchezza dal padre di turno. Nel mondo privo di una parola che spieghi o conforti, una ragnatela invisibile si staglia sopra le nostre teste. Ti serra il cielo, leva al mondo parte della sua luce fino a rallentare e a spegnere ogni nostro passo.
 
L’occhio del CicloPe di Alessandro Russo

Una rubrica semiseria che analizza attraverso l’ironica prospettiva del Ciclope il brulicante mondo degli uomini. Una prospettiva pungente, un occhio corrosivo sulla tragicomica realtà degli esseri umani.
 
Menmosyne di Mariarosaria Zinzi

Una rubrica su memoria e nuove voci. Un invito alla lettura. Uno sguardo curioso al passato e al presente della letteratura dalla Calabria e sulla Calabria, ai suoi autori, alle sue forme, alla sua lingua.
 
Il CantaStorie di Salvatore Bullotta

Alla scoperta di una periferia italiana. Una regione ai margini della vita nazionale ed europea. Questa l’immagine della Calabria nell’opinione di molti. Una terra tristemente nota per la cronaca criminale, l’emigrazione di massa, le storture del sistema pubblico e privato. Ma è mai possibile definire in questi termini una regione dalla storia millenaria? O rifugiarsi nel solito mito della Magna Graecia per trovare un’immagine luminosa nell’album di famiglia dei calabresi? Cos’altro hanno da raccontare le mille e mille generazioni che hanno abitato i monti e i lidi della Calabria? Siamo stati solo terra di conquista, non abbiamo fatto nulla per edificare l’Italia di oggi? Se conoscere sé stessi è utile a costruire il proprio domani è ora che i giovani calabresi sappiano che non di sole ombre è popolato il loro passato. La retorica spesso fa male, è vero, ma l’oblio non è migliore. E un popolo che manca di autostima, perché non si apprezza, è debole per definizione, arrendevole al peggio che la società offre, ai mali piccoli e grandi. La forza di resistere sta anche nella nostra Storia. Quando si parte da Itaca, poi, a volte si dimentica o non si conosce affatto cosa si è lasciato a casa. Imparare ad apprezzare il nostro patrimonio di luoghi, fatti, date e personaggi che la storia ha preservato per noi ci può portare lontano. Ad esempio, può farci amare la nostra Itaca ed essere più responsabili nel pensare la Calabria di domani. Ma ci vuole un CantaStorie che ne parli… Consigli per il viaggio: lasciate a terra i pregiudizi e preparatevi a sorprendervi.

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